Fibrillazione atriale e ipertensione scoperte durante una visita medico sportiva.
Quando un controllo di routine diventa prevenzione cardiovascolare.
Nel contesto della medicina dello sport, la visita per il rilascio del certificato medico sportivo non agonistico non rappresenta una semplice formalità amministrativa, ma un vero e proprio momento di valutazione dello stato di salute generale della persona.
È il caso di Marco (nome di fantasia), un uomo di 55 anni che si è rivolto a Senasport per ottenere il certificato necessario all’attività in palestra. Il paziente non riferiva sintomi particolari: nessuna palpitazione, nessuna dispnea, nessun dolore toracico. La percezione soggettiva era quella di un buono stato di salute, con solo una lieve stanchezza attribuita allo stress lavorativo.
Durante la visita, tuttavia, sono emersi due elementi clinicamente rilevanti: valori pressori superiori alla norma, compatibili con un quadro di ipertensione arteriosa, e un ritmo cardiaco irregolare rilevato all’auscultazione. L’elettrocardiogramma ha poi confermato la presenza di fibrillazione atriale.
Fibrillazione atriale scoperta durante la visita sportiva
La fibrillazione atriale è un’aritmia cardiaca caratterizzata da un’attività elettrica atriale disorganizzata, che determina un ritmo cardiaco irregolare. È una delle aritmie più frequenti nella popolazione adulta, con incidenza crescente dopo i 50 anni, e può presentarsi sia in forma sintomatica (palpitazioni, affaticamento, ridotta tolleranza allo sforzo), sia – come in questo caso – in forma asintomatica.
Pressione alta e aritmia: un’associazione da non sottovalutare
L’ipertensione arteriosa rappresenta uno dei principali fattori di rischio per lo sviluppo della fibrillazione atriale, poiché nel tempo può determinare modificazioni strutturali e funzionali del muscolo cardiaco. La coesistenza di età superiore ai 55 anni, pressione elevata e fibrillazione atriale configura un profilo di rischio cardiovascolare che merita particolare attenzione.
Perché la fibrillazione atriale aumenta il rischio di ictus
L’assenza di sintomi non rende però questa condizione meno rilevante dal punto di vista clinico. La fibrillazione atriale è infatti associata a un aumento significativo del rischio tromboembolico, in particolare di ictus ischemico, a causa della possibile formazione di coaguli di sangue all’interno degli atri cardiaci.
L’identificazione precoce dell’aritmia consente di:
- avviare tempestivamente un corretto iter diagnostico;
- valutare il rischio cardiovascolare globale del paziente;
- impostare una gestione clinica appropriata, che può includere controllo della pressione arteriosa, controllo della frequenza o del ritmo cardiaco e, quando indicato, terapia anticoagulante.
Il valore della visita medico sportiva nella prevenzione cardiovascolare
In questo caso, una visita effettuata per finalità sportive ha permesso di intercettare una condizione potenzialmente grave prima della comparsa di eventi clinici maggiori.
Questo esempio dimostra come la medicina dello sport, se svolta in modo accurato e responsabile, rappresenti uno strumento fondamentale di prevenzione primaria e secondaria, capace di tutelare la salute anche al di là dell’attività fisica.
Da Senasport, ogni visita non è mai solo una formalità.
È un’occasione per ascoltare il corpo, intercettare segnali nascosti e proteggere la salute prima che sia troppo tardi.